Passo Pordoi
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Impossibile citare tutti i grandissimi che hanno regalato spettacolo passando da qui. Tra le tante imprese, memorabile l’assolo da leggenda costruito da Fausto Coppi, nella Pieve di Cadore-Trento del 1947:...
Impossibile citare tutti i grandissimi che hanno regalato spettacolo passando da qui. Tra le tante imprese, memorabile l’assolo da leggenda costruito da Fausto Coppi, nella Pieve di Cadore-Trento del 1947: il rivale di sempre, Bartali, cade a terra sul Falzarego. Coppi non perde l’occasione e sui tornanti del Pordoi spicca una fuga che a fine tappa gli varrà ben 8’ di vantaggio su Bartali. È lontana la crisi del1940, quando in preda a fortissimi dolori scese dalla bici con l'intenzione di abbandonare la corsa. Bartali rivale e amico, se ne accorse, tornò indietro, gli ricordò gli enormi sacrifici fatti per essere lì, gli spinse la faccia nella neve e lo convinse a riprendere la gara. Indimenticato anche il passaggio del 1984: nella tappa Selva di Val Gardena-Arabba il francese Fignon costruisce una fuga perfetta, con cui riesce a strappare la maglia rosa ad un intoccabile Moser, chiudendo ad Arabba con 2'19" sul trentino.
Gigante dolomitico tra il Gruppo del Sella e il Gruppo della Marmolada, è uno dei passaggi più significativi nella storia del Giro d’Italia, senza dubbio trale salite nobilitate da Coppi, che qui è passato in testa per ben 5 volte. Sulla sommità del passo ancora oggi è possibile vedere il monumento innalzato a memoria del "Campionissimo".
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